Secondo un’analisi, durante il primo semestre 2025 l’Italia ha subito circa il 10,2% degli attacchi informatici globali, un valore significativamente elevato se rapportato al PIL e alla popolazione nazionale.
L’articolo del Corriere della Sera rileva che il 46% degli incidenti è riconducibile a eventi di cybercrime e che questa sproporzione configura per l’Italia uno svantaggio competitivo: costi più elevati, reputazione vulnerabile, investimento in difesa obbligatorio.
La constatazione che quasi uno su dieci attacchi globali colpisce l’Italia evidenzia la forte esposizione del Paese e la necessità di strategie più aggressive. Gli esperti sottolineano che non basta aumentare i muri difensivi, ma serve resilienza, capacità di risposta rapida e cultura della sicurezza diffusa.
In sintesi: l’Italia non è passiva nel panorama delle minacce, ma è tra i bersagli principali e deve adeguare politiche, investimenti e formazione per invertire la tendenza.