È stato presentato un disegno di legge al Parlamento italiano per istituire un “esercito di hacker” sotto il controllo del Ministero della Difesa, con l’obiettivo di rafforzare la protezione nazionale contro minacce ibride e attacchi cyber in tempo di pace.
Il ddl prevede l’impiego di militari e tecnici specializzati per intervenire in scenari che vanno oltre la tradizionale difesa militare: ransomware su infrastrutture critiche, campagne propaganda digitali, sabotaggi informatici.
Il concetto di “guerra ibrida” è centrale: l’attacco non viene solo per via militare, ma anche via tastiera.
Il provvedimento appare come campanello d’allarme della crescente consapevolezza che la cybersicurezza non è più dominio esclusivo civile o privato, ma parte integrante della difesa nazionale.
Tuttavia, gli esperti segnalano che la componente normativa, i controlli e la governance devono essere definiti con chiarezza per evitare sovrapposizioni e garantire rispetto dei diritti civili.
In conclusione, l’Italia compie un passo forte verso l’integrazione fra forze armate, agenzie civili e mondo digitale – il tempo per allinearsi è breve.