A febbraio 2026, le organizzazioni italiane hanno ricevuto in media 2.507 tentativi di attacco informatico ogni settimana. Il dato, elaborato da Check Point Research nel suo Global Threat Intelligence Report mensile, supera del 20% la media globale di 2.086 attacchi settimanali e segna una crescita del 3% rispetto a gennaio 2026. Su base annuale, l’incremento a livello mondiale si attesta al 9,6%, con i volumi complessivi che si mantengono sui livelli massimi mai registrati.
Il settore dell’istruzione si conferma come il più colpito, con quasi 4.750 attacchi medi settimanali per organizzazione. La pubblica amministrazione occupa il secondo posto con oltre 2.700 attacchi settimanali: un bersaglio costante per via dei servizi mission-critical e del valore dei dati trattati. Le telecomunicazioni completano il podio, con una crescita annua del 6% trainata dalla diffusione delle reti 5G.
A febbraio 2026 sono stati segnalati 629 attacchi ransomware globali, con una riduzione del 32% anno su anno. Il dato è però influenzato da un fattore eccezionale: a febbraio 2025 il gruppo Clop aveva condotto una campagna di portata straordinaria. Al netto di quell’evento, l’attività ransomware risulta sostanzialmente stabile. L’Italia rappresenta il 2,4% degli incidenti globali, posizionandosi ai livelli di Brasile, Australia e Francia.
L’adozione massiccia degli strumenti di intelligenza artificiale generativa in ambito aziendale introduce nuovi rischi per la sicurezza. A febbraio, un prompt su 31 generati in strumenti GenAI aziendali ha presentato rischi concreti di esposizione di dati sensibili, e l’88% delle organizzazioni che li utilizzano regolarmente è stato impattato. Le aziende usano in media 11 diversi tool di GenAI con circa 62 prompt mensili per utente. L’assenza di una governance centralizzata espone le organizzazioni a leak di credenziali, condivisione impropria di documenti e violazioni della catena di fornitura digitale.
Fonte: SecurityOpenLab.it – 13 marzo 2026